Centro Ricerca Cetacei

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I metodi di ricerca


I ricercatori del Centro svolgono una costante e sistematica
attività di monitoraggio avvalendosi di differenti metodi di studio.

I principali metodi di studio applicati sono la fotoidentificazione, la bioacustica e il monitoraggio dell'habitat e della nicchia.


La tecnica della ‘fotoidentificazione’

whalewatchingLo scatto del profilo della pinna durante l’emersione con macchine digitali ad alta definizione e l'ausilio di zoom a 300x permette di tracciare il profilo della pinna.
Ciascun delfino e balena possiede un profilo unico e distintivo, proprio come le nostre impronte digitali. Ciò è dovuto alle tacche, ai marker e alle depigmentazioni naturali, che ciascun individuo subisce nel corso della propria vita. Attraverso la raccolta metodologica e scientifica di dati e fotografie ottenuti durante gli avvistamenti, i biologi, i naturalisti e i ricercatori universitari che collaborano con il Centro creano un database contenente tutte le informazioni sulle popolazioni di Cetacei delle varie aree, sulla consistenza e sulla composizione dei gruppi, sugli spostamenti e sul comportamento degli individui. Ciascun delfino e balena riceve così una Carta d’Identità personale che ne riporta le caratteristiche salienti e le coordinate GPS dell’avvistamento, oltre a numerose informazioni comportamentali. 

La bioacustica

miriam videoConsiste nello studio delle complicate vocalizzazioni dei Cetacei. L’emissione dei suoni avviene comprimendo l’aria nel complesso sistema di sacche nasali. Questo sistema permette di produrre una sequenza di vibrazioni che nell’ambiente acquatico si propagano con estrema efficienza. Si tratta di un adattamento naturale all’ambiente marino. Ciascuna specie possiede delle vocalizzazioni tipiche costituite appunto da fischi e scricchiolii. Il Tursiope, ad esempio, produce degli scricchiolii intervallati da esili fischi, il beluga si riconosce dal tipico fischio trillante e vivace. I suoni oltre ad essere utilizzati per la funzione fondamentale del riconoscimento, manifestano emozioni ed umori, dando prova definitiva dell’esistenza di un linguaggio sociale. Ad ogni segnale sonoro corrisponde una precisa risposta, sia in termini di vocalizzazioni che di azioni. I delfini sono in grado di produrre dei fischi denominati “fischi firma”, tipici ed unici per ogni singolo esemplare. Gli Odontoceti sono quindi in grado di chiamarsi a tutti gli effetti per nome.

Database 

dabaseGrazie alla progettazione e allo sviluppo di un programma di gestione dati i ricercatori sono in grado di archiviare sistematicamente tutte le informazioni raccolte durante i monitoraggi e gli avvistamenti. Ad ogni avvistamento, l’archiviazione delle fotografie delle pinne dorsali e dei fischi firma permette di tracciare gli spostamenti. Grazie al particolare sistema di analisi dei dati gli addetti ai lavori sono quindi in grado di valutare i fattori di rischio, le minacce e lo stato di conservazione e di conseguenza possono realizzare gli strumenti più veloci ed efficaci per poter sviluppare adeguati programmi di conservazione.

Monitoraggio dell'habitat e della nicchia

peschereccioAd ogni uscita in mare, che finisca con un avvistamento o no, vengono riportati dati meteorologici sia del giorno stesso che dei precedenti, dati climatici quali la temperatura dell'acqua, inquinamento ecc., dati sull'attività antropica presente, informazioni da diportisti e pescatori. Questo permette di ricostruire le caratteristiche dell'habitat che stiamo studiando e nel tempo anche quelle della nicchia in particolare sopra cui operiamo.

 

Utilizzo di nuove tecnologie


Negli utlimi anni l'attività di monitoraggio e avvistamento è stata implementata e supportata da nuove tecnologie, l'utilizzo di telecamere subacquee ad alta definizione ha permesso di registrare utili informazioni sul comportamento in immersione dei gruppi e la più recente collaborazione con aziende che operano nel settore dei droni ha facilitato lìosservazione etologica degli individui che risultano poco disturbati dalla presenza del velivolo.

 

 

 

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